Villa Lavinia
 

Villa Lavinia

Villa Lavinia

 

 
Poggio Pasquale
Poggio Pasquale
 
 
Il mulino di fonti
Il mulino di fonti
 
 
 
VITORCHIANO    
A 7 km da Viterbo (capoluogo di provincia della Tuscia) ed a 90 km da Roma, Vitorchiano si trova ai piedi dei monti Cimini nella verdeggiante valle del Vezza. L’antico borgo, noto per le attività legate all’estrazione ed alla lavorazione del peperino, è adagiato su enormi massi di questa pietra a forma di cono con pendii ripidi a strapiombo sui fossi Vezza e Rio Acqua Fredda. Il territorio che circonda Vitorchiano è caratterizzato da un paesaggio collinare, ricco di boschi di querce, frassini, faggi, olmi e castagni attraversato da limpidi ruscelli e fresche fonti. Ciò lo rende un habitat particolarmente favorevole alla presenza di numerose specie di animali selvatici come volpi, faine, donnole, falchi, civette, lepri e cinghiali. Altrettanto variegata è la flora, ricca di splendidi fiori e frutti selvatici, così come rigoglioso è il sottobosco con ginepri, felci, ginestre, agrifogli, pungitopi e numerose specie di funghi commestibili tra cui il porcino. Strade ed agevoli sentieri attraversano colline e zone boscose rendendo il comprensorio una meta ideale per il turismo naturalistico e per i momenti di relax. Alla bellezza ed alla dolcezza del paesaggio corrispondono prodotti tipici di grande qualità come le castagne, le nocciole, i funghi, pregiati oli di oliva, ottimi vini, formaggi di pecora e di mucca, prosciutti e salumi. Il territorio è inoltre ricco di vestigia e rilevanti espressioni del suo notevole passato e retaggio storico: testimonianze della civiltà etrusca, romana e soprattutto medievale. La combinazione di questi fattori, la disponibilità di agevoli e comode vie di comunicazione e la prossimità con importanti centri storici, culturali e paesaggistici della Tuscia (Viterbo, Tuscania, Tarquinia, Lago di Vico, Lago di Bolsena, ecc.) nonché la vicinanza con Roma, rendono Vitorchiano un luogo particolarmente indicato per un soggiorno fatto di cultura, sapori della cucina tipica locale, di relax nonché un trampolino ideale per escursioni e visite verso mete e luoghi turistici di grandissimo interesse (Firenze, Siena, Arezzo, Orvieto, Perugia, ecc.).

Vitorchiano trae il suo nome da Vicus Orclanus, quindi il paese nel nome rivelerebbe una presunta dipendenza dal centro di Norchia (o Orcla) presso Vetralla, e proprio Norchia sarebbe un luogo sacro alla dea etrusca Norzia. Paese di origine etrusca, castrum romano e poi centro urbano fortificato nella parte più meridionale della "Tuscia Longobardorum", Vitorchiano vanta una storia secolare influenzata a lungo dalla politica espansionistica della vicina e potente Viterbo. Quando nel 1199 Vitorchiano si dichiarò libera da ogni legame con Viterbo il borgo fu assediato dalle milizie Viterbese contro le quali fu invocato l'aiuto di Roma. Nel 1201, Vitorchiano fu liberato dall'assedio e divenne feudo di Roma. Ma i contrasti tra Roma e Viterbo continuarono per tutta la metà del duecento. Nel 1232 i Viterbesi si impadronirono del paese e lo devastarono. L'Annibaldi fortificò il borgo con nuove mura che resero Vitorchiano praticamente imprendibile, i Vitorchianesi però non sopportarono il suo governo. Dopo aver inutilmente supplicato Roma di liberarli dal giogo, nel 1267 provvidero a proprie spese a rifondere Giovanni Annibaldi per i costi sostenuti. Quando ormai al senato Romano apparve evidente che Vitorchiano era perduto a causa della politica poco lungimirante, avvenne un fatto straordinario: i Vitorchianesi fecero atto solenne e formale di sottomissione a Roma. Il Senato Romano a questa notizia nominò Vitorchiano "Terra Fedelissima all'Urbe", le riconobbe ampie esenzioni fiscali, le consentì di aggiungere al proprio stemma la sigla S.P.Q.R., di fregiarsi della Lupa Capitolina e di usare il motto "Sum Vitorclanum castrum membrumque romanum"; cioè Vitorchiano, castello e parte di Roma. Il privilegio più importante fu rappresentato dall'onore di fornire gli uomini per la guardia capitolina. Essi furono denominati "Fedeli di Vitorchiano". Questo privilegio è stato costantemente esercitato da Vitorchiano dal 1267 fino ai nostri giorni. Ancora oggi è possibile ammirare la Guardia del Campidoglio nei costumi che, secondo la tradizione, furono disegnati da Michelangelo Buonarroti, nelle manifestazioni ufficiali del comune di Roma.

Questo paese è il più importante centro della stamperia vaticana relativa ai santini. Di tale occupazione sono depositarie le Suore Trappiste presenti nel comune, che da oltre un secolo si preoccupano delle arti grafiche della religione cattolica in Italia.

 
     
BAGNAIA - VILLA LANTE    
E` una delle maggiori realizzazioni del Cinquecento italiano. Tutta la Villa occupa circa 22 ettari di superficie. Da ricordare in modo particolare la Fontana dei Mori del Giambologna, le due palazzine (Gambara e Montalto) e uno spettacolare complesso di fontane e giochi d` acqua.  
     
VITERBO    
E’ capoluogo di provincia e si trova al centro del Lazio settentrionale.
E’ ancora oggi racchiusa da possenti mura in peperino alte oltre 10 metri con porte medievali ancora intatte.
Il centro storico ha mantenuto l’ aspetto medievale in particolare nel quartiere San Pellegrino con palazzi e torri del XIII secolo.
Il più importante monumento di Viterbo è sicuramente il Palazzo Papale sul Colle del Duomo, di architettura gotica, con bifore, merli e archi rampanti. E’ ornato da una splendida loggia sostenuta da una volta, mentre la piazza è completata dalla cattedrale con facciata rinascimentale e dal suo bel campanile del 300.
Famose a Viterbo sono anche le numerose Fontane che ornano le strade e le piazzette.
 
     
TERME DI VITERBO    
L’acqua della sorgente Bullicame, con i suoi 58 C° di temperatura è da sempre la più famosa per le qualità terapeutiche. E’ costituito da varie sorgenti per la maggior parte sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino. La splendida piscina di acqua termale è alimentata dalla sorgente del Bullicame ed ha una superficie di 2.000 mq.  
     
CIVITA DI BAGNOREGIO    
Civita di Bagnoregio is an example of unique beauty of its kind. Linked to the world only by a long and narrow bridge, the “City which dies”, long called like that due to the slow sliding of the tuff walls, contains a quiff of medieval houses and a population of very few families.
Situated gently on a summit, the village imperiously dominates the huge valley below, thus offering a lovely and unforgettable scenery to the tourist.
 
     
IL PARCO DEI MOSTRI di Bomarzo    
Si trova in provincia di Viterbo ed e` un complesso monumentale situato alle pendici di un vero e proprio anfiteatro naturale.
Vicino Orsini fece costruire qui, nel XVI secolo, alcuni monumenti che raffigurano animali mostruosi e mitologici. Gli architetti erano Pirro Ligorio, Jacopo Barozzi da Vignola ed altri successori. Chiamò il parco Sacro Bosco e lo dedicò a sua moglie, Giulia Farnese (non la concubina del papa Alessandro VI). Vi sono anche architetture particolari, come le statue enigmatiche che rappresentano forse le tappe di un itinerario di matrice alchemica, e la torre inclinata.
 
     
LAGO DI BOLSENA    
Il lago di Bolsena è un lago dell'Italia centrale formatosi oltre 300.000 anni or sono in seguito al collasso calderico di alcuni vulcani appartenenti alla catena dei monti Vulsini.

Ha una forma ovale, tipica per la sua origine, ha due isole e un fiume emissario. Ha un'area totale di 113,5 km² (quinto in Italia), si trova a 305 m s.l.m., ha una profondità massima di 151 m e una profondità media di 81 m. È considerato il più grande lago d'origine vulcanica d'Europa.

Si trova interamente nel territorio della provincia di Viterbo e precisamente nella parte a Nord, detta Alta Tuscia. Per una parte considerevole è lambito dalla strada consolare Cassia, a pochi chilometri dal monte Amiata.
 
     
LAGO DI VICO    
Il Lago di Vico è un lago di origine vulcanica dell'Italia centrale e vanta il primato di altitudine tra i grandi laghi italiani con i suoi 510 m s.l.m. Per le sue peculiari caratteristiche naturali il comprensorio vicano è incluso tra le aree di particolare valore naturalistico del Lazio e tra i biotopi di rilevante interesse vegetazionale in Italia. È circondato dal complesso montuoso dei monti Cimini, in particolare è cinto dal Monte Fogliano (965m.) e dal Monte Venere (851m.) e fa parte della Riserva naturale del lago di Vico.  
     
 
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